Miralles Tagliabue EMBT

ITALIAN PAVILION EXPO 2015 . MILAN


Miralles Tagliabue EMBT

Competition Second Prize, April 2013











Paesaggi e cupole italiani disegnano l'Albero della Vita.

Abbiamo disegnato l'Albero della Vita Italiana molte volte, prima di sceglierne uno, che diventasse la pavimentazione della zona "Italia", lungo il Cardo e sotto al Padiglione Italia..
Abbiamo creato alberi col cibo, col cinema, con le città italiane.
Infine, ritagliando le fotografie aeree delle campagne e dei paesaggi    di tutte le regioni  d'Italia, abbiamo disegnato l'Albero Italia definitivo, quello che farà da tappeto alle attività e alle esposizioni che parlano soprattutto dei prodotti e dei cibi italiani..

L'Albero è stato presente mentre disegnavamo ogni parte del Padiglione Italia:
-Le facciate ricordano filari di cipressi o pioppi, uniti ma con aperture tra le foglie.
-La Cupola centrale del Padiglione Italia, di struttura intrecciata, verrà periodicamente riempita di alberi, che caleremo dall'alto in una sorta di spettacolo acrobatico vegetale.
-La cupola emergente del Padiglione Italia è come un albero dell'energia e della sostenibilità, che indica da lontano la zona centrale delle esposizione italia e porta le placche fotovoltaiche che provvedono all'energia dell'edificio, l'estrattore dell'aria interna alla cupola centrale e le necessarie e spettacolari luci notturne, alimentate dalla luce solare..

La Cupola come splendore della città Italiana.
Ma non solo l'Albero e la campagna sono il simbolo forte del Padiglione Italia, ma anche lo splendore delle città italiane, che vengono rappresentate magnificamente dalle   cupole.
Il "paesaggio" di Roma, di Firenze, di Torino, di Venezia si identifica con lo skyline delle cupole, che in epoche diverse, sono, in Italia,   il luogo di spazii architettonici eccezionali.
Dal Pantheon dell'antica Roma, a Brunelleschi a Firenze, a Bramante, Bernini, Borromini,..Nervi..
La cupola Italiana potrebbe raccontare la storia della civiltà italiana, e quella delle sue meraviglie artistiche.
Ma nel nostro progetto le cupole non rappresentano solo lo splendore del passato italiano, ma raccontano la potenzialità della costruzione della cupola per il futuro.
Continuando il cammino indicato dall'Ingengnere inventore Buckminster Fuller qui sperimentiamo con le cupole come strutture sostenibili.
Strutture che, oltre ad esser bellissime, utilizzano un minimo di materiali e ottimizzano una grande facilità costruttiva.
-Nel padiglione Centrale la grande cupola attrae il pubblico e dà un punto di riferimento spaziale necessario e una splendida organizzazione degli spazii interni.
Questa cupola rimarrà come spazio centrale quando, a fine Expo, il Padiglione Italia servirà per altre funzioni.
-negli edifici del Cardo cupole piú leggere costruite principalmente in materiali lignei, ospiteranno le diverse esposizioni, trasportando il pubblico ai vari argomenti della expo in maniera fluida e sempre differente.
Queste cupole, visibili dietro alle facciate vetrate di Ferretti, diverranno spettacolo esse stesse.
A fine expo, quando tutti gli edifici del cardo dovranno essere smontati, queste cupole verranno vendute ai Comuni o alle entità italiane interessate.
Potranno essere smontate, trasportate e rimontate facilmente in luoghi diversi d'Italia per ospitare una molteplicità di funzioni, e cosí renderanno lo smontaggio di questa parte di expo sostenibile.
Diverranno inoltre vivaio di idee, dando un esempio di come arricchire le nostre città di spazi comunitarii, facili ed economici da costruire e con materiali naturali..

Caleidoscopio, Spettacolarità dell'edificio Palazzo Italia
Il mondo italiano sarà presente in tutto il Cardo e il Padiglione Italia sotto forma di caleidoscopio.
Abbiamo giocato a guardare l'Italia col caleidoscopio e ci siamo divertiti a vedere la ricchezza della sua immagine trasformata.
La facciata esterna del Palazzo Italia è costituita da formelle ceramiche la cui geometria ricorda il caleidoscopio e, guardando con piú attenzione, si scopre che il profilo delle formelle, deriva da prodotti o architetture italiane.
Il visitatore scoprirà sorpreso che quella facciata quasi vegetale da piú vicino riporta le forme dei prodotti italiani. 
Sarà quindi facciata parlante per sè stessa, ma in momenti specifici, aumenterà la sua capacità comunicativa di facciata d'immagini:
Un sistema assolutamente nuovissimo di tubi plastici riempiti d'acqua permette la proiezione d'immagini.
Qui proponiamo un sistema interattivo in cui il pubblico potrà introdurre il suo viso nella facciata del Padiglione e vedere la propria immagine muoversi lungo la facciata, apparire e scomparire dietro alle formelle ceramiche.
Sistemi di proiezioni di tipo "mapping" sono previsti sia per la facciata del padiglione Italia sia per l'interno della grande cupola..
Lo spazio per i proiettori è già previsto in progetto cosicchè si potranno organizzare spettacoli di "caleidoscopii italiani" nei momenti di luce piú favorevoli a questi tipi di spettacoli.
La geometria delle strutture delle cupole è anche ispirata alla geometria del caleidoscopio..cosícchè l'Italia si reinterpreta in un gioco nuovo proiettato al futuro..

Capogruppo
Miralles Tagliabue EMBT


Architecture and Landscape
Architect:
Benedetta Tagliabue (Miralles Tagliabue EMBT)
Project director:
Makoto Fukuda (Miralles Tagliabue EMBT)
Collaborators:
Giulia Babboni, Elena Bufa, Gabriele Rotelli, Nazaret Busto Rodríguez, Valandis Kallis, Nikos Xenos, Maria Ruiz Sanz, Mariana Maisterrena, Luis Javier López Carracero, Eduardo Arrioja, Jahir Suaza, Annie Michaelides, Camilo Iregi, Carles Berga, Lorenzo Trucato
Structural Engineer
Julio Martínez Calzón - MC2
Alberto Dal Lago, Franco Cislaghi - Dlc

Mechanical Engineer
Remo Massacesi – Studio Massacesi
Architectural coordination
Alessandra Pirovano
Engineering coordination and costs
Giorgio Ceruti
Fire Engineer
Giuseppe Gaspare Amaro
Electrical Engineer
Planning
Materials and innovation
Directors:
Emilio Pizzi, Matteo Ruta (Politecnico di Milano, Dipartimento ABC)
Collaborators:
Gabriele Masera, Tiziana Poli, Pietro Pizzi, Giulio Castoldi, Carlo Cervellieri, Ivana Congiu, Giulio Damiani, Marco Pesenti, Francesco Pittau, Alessio Costantino Mirabella, Elena Seghezzi, Nicolò Paolino
Scenography
Florian Tim Boje – Giò Forma
Sustainability
Brian Cody

Video
Directors:
Renders:
Lluc Miralles, Xavier Parcerises (oudù – Oudù)
Carles Berga
Voice:
Anna Diogene



1 comentarios :

23 de abril de 2013, 10:32 Anónimo dijo...

Insuportable

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